Prima le notizie dovevi cercarle e non sempre era semplice. Quello che non veniva riportato dai Telegiornali non ci raggiungeva, se evitavi quotidiani o periodici o non affrontavi una certosina ricerca sul web rimanevi all’oscuro di fatti vicini o lontani.
Ora le notizie ci vengono riversate addosso, sui social e nel web, una condotta forzata che ci inonda di news, vere o false non importa. Veniamo a conoscenza di ogni fatto di cronaca da tutto il pianeta, sia che riguardi interi stati che di cronaca locale, di luoghi dei quali ignoriamo perfino l’esistenza… e su queste news si plasmano le nostre convinzioni, si formano le nostre idee e opinioni.
La sensazione è quella di un’umanità allo sbaraglio, un tracollo della civiltà. Probabilmente non è così: semplicemente  prima non eravamo consapevoli di avvenimenti dei quali ora venivamo a conoscenza. Tutto quello che accade ora, accadeva anche prima, ma per noi non esisteva. La Paura e l’ansia soggettiva che queste informazioni generano, accresciute una volta amplificate dalle masse, sono facili appigli per chi ha ambizioni di potere. 

Per gli stessi motivi, inondati da notizie e con la facilità di reperimento di informazioni, ci sentiamo peraltro convinti di essere informati: basta qualche post, meglio qualche immagine o video, che non richiedono neppure lo sforzo della lettura, ed eccoci tutti esperti in ogni campo dello scibile.
Ulteriore conseguenza: guerra ai “professoroni”. Ora siamo al “fai da te”, il bricolage delle professioni, non ci servono più gli esperti, quelli che hanno studiato una vita una piccola porzione dell’esistente, gli “specialisti” di qualsivoglia aspetto della vita umana, ora ci siamo noi, gli esperti del tutto. Siamo autonomi e consulenti, saggi ed esperti.
Ma, in tutto questo, non siamo neppure in grado di distinguere il vero dal falso, prendendo abbagli, lucciole per lanterne, una montagna di dati, di racconti, di numeri che ci vengono preconfezionati e serviti e noi prendiamo per veri, trasformandoci in ignoranti saccenti. Quelli che una volta erano “coloro che ignorano, che non sanno, che non hanno le nozioni” ora si sono trasformati in quelli che “sanno troppo” ma di un sapere inutile, falso o che, di questo sapere, non sanno che uso farne.

 

Si stava meglio quando si stava peggio, o almeno così pareva…

Beati gli ignoranti perché vivono meglio