Abbiamo la convinzione che Facebook, e i “social” in genere, sia un contenitore inanimato nel quale riporre i nostri ricordi, le immagini, le emozioni, le idee per condividerle con coloro che definiamo “amici”. Una scatola vuota che noi riempiamo della nostra vita e di chi ci sta vicino.

I più accorti, dopo aver magari letto il blog Aranzulliano, impostano i criteri di gestione della Privacy in maniera oculata. Queste impostazioni, comunque, riguardano gli altri frequentatori del Social e non Facebook stesso o chi è autorizzato ad accedere a tutte le informazioni.

Ma quai dati raccogli Facebbok e come li utilizza?

Avrei voluto riportare l’elenco completo ma, ahimè, è troppo lungo, quindi, più semplicemente lo riassumo con TUTTO. Ogni click, ogni mi like, da dove lo fate, con quale dispositivo. Ogni informazioni viene registrata, archiviata, analizzata e utilizzata da Facebook in ogni modo. (Trovere tutti i dettagli nel link sopra).

Quello che non consentiremmo a nessuno, per nessun motivo, nel “mondo reale” siamo noi stessi ad offrirlo su un piatto d’argento: svendiamo, anzi, regaliamo la nostra vita a chi su questa si arricchisce.

Facebook non è una scatola inerme, ma ha un anima, non sempre limpida, è un contenitore vivo, polimorfo, che assume tutto, onnivoro, e che trasforma quello di cui lo nutriamo, per la sua esistenza.

La domanda quindi è: “E’ possibile proteggere la propria privacy, o meglio, il proprio anonimato si Facebook?”. La risposta non può che essere negativa ma, se fosse una priorità, allora Facebook non è di vostro interesse.