Ebbene si. internet è già vecchio. Arpanet, il suo nonno, ha la mia età….50 anni e, neppure a dirlo, l’ha inventato l’esercito per scopi militari. Tralascio la storia, ma prima di divemtare pubblico, ha attraversato atenei e Università. Questo è.

Migliaia di euro o di dollari per i siti interne aziendali, blog, irc travolti da giganti e orchi che hanno divorato tutto: Facebook, Google, Amazon. FAGOOZON è il demone che ha divorato tutto, il resto sono macerie e zombies ormai dismessi. I siti web si sono evoluti in pagine Facebook, gli “shop” online sì sono confluiti nei marketplace di Amazon, i blog si sono digievoluti in gruppi…

Poi… Youtube (google)… Instagram (Facebook)… e così via, un’oligarchia che, come il NULLA della Storia Infinita hanno divorato tutto.

E in questa landa, dipinta agli arbori come una giungla inestricabile, ora trasformata nel parcheggio di una centro commerciale, ci addentriamo noi, poveri ACCOUNT, convinti di essere liberi e padroni dell’ambiente digitale che ci circonda, mentre non siamo che un indirizzo mail, un prodotto da commercializzare, merce di scambio.

Offiriamo noi stessi, nudi, a volte nel senso letterale del termine; ci svendiamo, ci offriamo volontari sull’altare della rete.

“ACCETTO” approviamo ciecamente, senza leggere, come tossici dell’era digitale… accettiamo tutto: cookies, accesso ai nostri dati e alle nostre informazioni… ci svendiamo ad offerta zero.

Facile farlo in stati democratici… ma non c’è fretta: chiedete ai compari di altre nazioni.

Mettiamo le nostre vite, anche negli aspetti più intimi, nella mani di enti pubblici e privati: “tanto non ho nulla da nascondere”. COGLIONI siamo, dalla memoria breve, ignorati della storia e della geografia.

Salviamo tutto nel CLOUD: icloud, google, microsoft… non sapendo neppure a chi ci affidiamo e a quali condizioni.

Nell’oceano di Internet sono rimasti pochi arcipelaghi di tradizione e libertà, prima di tutti il Darkweb!! Quello che ci viene presentato come “il alto oscuro”, accessibile ai pochi, resta l’unica isola di libertà. Quello che viene descritto come un sottobosco fuorilegge, è l’ambiente, seppur selvatico e pericolo, dove possiamo proteggere anonimato e privacy.

Siamo le cavie del “machissene…” della superficialità, dell’ignoranza… vacche da macello che saliamo sorridenti sul carro del macellaio…

In questo consiste la nostra deficienza: regalare, offrire, svendere, ignari e superficiali, la nostra vita.Ci crediamo “avanti” ed “evoluti” e lo siamo quanto delle cavie da laboratorio.

Buonanotte